* INTEVISTA A KIKO LOUREIRO *


In occasione della clinic di Kiko, svoltasi a Virgilio in provincia di Manotva il 18 marzo 2007, ci troviamo ad affrontare la nostra prima intevista come Fan Club Italiano degli Angra.
La nostra Sara, armata di registratore gli ha posto alcune interessanti domande.

Ciao Kiko, è davvero un onore per questo giovane fa club avere l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con te!
Veniamo subito alle domande, perché di tempo ne abbiamo davvero poco!!!
1) Con gli Angra, e come si può vedere, anche con il tuo progetto solista, giri molto per il Mondo; qual è la cosa che apprezzi di più e quella di cui senti più nostalgia quando sei in tour?
La cosa positiva è quella di conoscere nuove persone, nuovi paesi e culture.
Quando vado in qualche nuova città, mi piace prendermi del tempo per visitare i musei e i monumenti principali, conoscere gente.
E soprattutto mi piace assaggiare i piatti tipici del posto (ride) …sempre sempre!!!
Non sono il tipo che dice “Non voglio provare”. Io provo tutto. Anche in Cina ho assaggiato di tutto, è stata una bella esperienza per me ma alcune cose sono terribili!!! (ride…)
Anche per quanto riguarda la musica, spesso trovo l’ispirazione nei luoghi che visito. In Cina è stato difficile, perché non è facile comunicare con la gente.
Invece in Spagna, ad esempio, dove sono stato durante questo tour, ho trascorso una serata in un Flamenco Bar con la Band e mi è piaciuto molto. Mi piace ascoltare il flamenco, ma lo suono poco. Mi piace perché in Brasile c’è un grande tradizione basata sulla chitarra acustica, come la Bossanova e nel flamenco c’è bisogno di una grande tecnica, e questo è positivo. Quando sono stato in Grecia ho comprato un Bouzuki.. Sono stato in Giappone e ho comprato un Ukulele solo per averlo… non voglio essere un suonatore di ukulele (ride..).
La mancanza della mia famiglia mi rendeva un po’ nostalgico, ma in realtà stiamo imparando tutti a convivere con il fatto che siamo spesso in Tour. Io riesco anche grazie alle amicizie che ho in giro per il mondo, e alle persone nuove che conosco, che riescono a riempire il vuoto (sorride).
E’ più difficile per gli altri Angra, che hanno figli, come Rafael che ha una bambina di un anno, o Aquiles che ha due figli. Io non ho figli, ma mi rendo conto che per gli altri deve essere molto dura.

2) Cosa ne pensi delle esperienze live vissute in Italia, soprattutto per quanto riguarda il pubblico?
I fans italiani sono molto simili a quelli brasiliani. Entrambi amano partecipare attivamente allo spettacolo! E’ emozionante! Molto bello! Io e la band ci troviamo sempre benissimo in Italia, e anche in posti come la Spagna.
Anche In Giappone è molto bello ma anche molto diverso. Ora siamo abituati al loro modo di reagire alla nostra musica e penso sia molto bello.

3) Qual è il tuo modo di lavorare insieme a Ràfael Bittencourt all’interno degli Angra? Tecnicamente parlando come vi “dividete” il lavoro sulle due chitarre?
Quando componiamo qualcosa da soli solitamente registriamo subito la nostra idea e poi la poniamo all’ascolto e all’opinione dell’altro. Ma spesso scriviamo le parti insieme, anche se è un po’ complicato, anche perché quando decidiamo di registrare le canzoni sono molto diverse poi da quello che si sentirà sul disco. Normalmente abbiamo sempre due chitarre che fanno la parte ritmica e una che fa gli assoli , ma non succede mai che Rafael registra le sue parti e io le mie, ma quello che ci viene in mente al momento mentre siamo in studio di registrazione. Io compongo un pezzo, lo suono e poi lo facci ascoltare a lui oppure al contrario.
Quando componiamo insieme, prima di registrare il pezzo ce lo suoniamo prima per conto nostro, per vedere se effettivamente viene bene.

4) Molti testi di Aurora Consurgens sono stati scritti da te, oltre a Tommaso d’Aquino, hai tratto ispirazione anche dalla tua vita?
Si, certamente! Tutta la musica che scriviamo naturalmente racchiude un po’ della nostra vita. Sempre.

5) Veniamo al tuo progetto solista No Gravity: Ci ha stupito molto il tuo altruismo e la tua umiltà nel contatto con i fan, e questo tuo modo di essere emerge molto dalla realizzazione di No Gravity Playback. E’ molto raro che un chitarrista faccia una cosa del genere, dedicata soprattutto alle persone che desiderano esercitarsi con i tuoi pezzi. Com’è nata l’idea di creare questo disco?
Beh, in realtà quest’album era utile anche per me! Per le clinic! (ride) Quindi ho dovuto crearlo comunque per me. Quando ero in studio di registrazione, seguendo le fasi finali del mixaggio, ho solo usato le principali linee guida della chitarra facendo lo stesso mix dell’album e dopo riregistrandomi sul master per creare l’album vero No Gravity. Quindi è nato prima il playback in teoria… (sorride). Il playback non è stato venduto insieme a tablature o spartiti perché quello che mi è venuto in mente di fare è stato di cercare di far “inventare” delle melodie principali a coloro a cui piace la mia musica. Non volevo che la gente suonasse le stesse cose che suono io, ma che creasse qualcosa da solo, avendo naturalmente il mio aiuto con le basi.Con una guida ho creato le tabs con un software, ho dovuto proprio imparare a usarlo, e ho dovuto farlo da solo, perché avevo proprio bisogno di avere delle tabs. Quindi ho lavorato parecchio anche ai songbook.

6) Ora facciamo un piccolo giochino, se sei d’accordo: dammi un aggettivo per ognuno di questi fans: Italiani, Francesi, Giapponesi.
Italiani: molto simili ai fans brasiliani, partecipano. Sono caldi! E’ come se ogni concerto fosse una festa.
Francesi: non so descrivere con un solo aggettivo come reagiscono alla nostra musica, ma sono anche loro “latini” e quindi partecipano anche loro molto bene e si emozionano.
Giapponesi: sono molto timidi, precisi e calmi, tutto il contrario degli occidentali, in pratica.
Si fanno problemi anche a chiederti se si possono fare una foto. Devi quasi essere tu ad andare da loro a domandargli se vogliono fare una foto.

7) cosa ne pensi del G3?
Ah il G3…è una bella manifestazione. Ma per me è solo una questione di nome. A me basta suonare con dei bravi musicisti e divertirmi. Potrebbe anche chiamarsi G4, G5, non importa.

8)Come tu sai il fan club italiano degli Angra è nato a Roma poco tempo fa, cosa pensi di qesta iniziativa?
E’ veramente bello, avete fatto un bellissimo lavoro. Ho visto anche il sito web ed è veramente fatto bene. Molto bello!!!

9)Ultima domanda: Lo ufficializziamo questo fan club italiano? Hahahaha!!!!
Certamente, siete ufficiali. Anche se sinceramente per me “ufficiale” è solo una parola. oltretutto voi siete l’unico fanclub quindi è naturale che siate l’ufficiale.

Sara "MilleniumSun" De Guidi - 10/05/2007

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