08/09/2007 - KIKO LOUREIRO @ M.A.F. (Fiorano Modenese) Ed eccoci di ritorno da una giornata decisamente meravigliosa, adornata da un paesaggio magico e suggestivo offerto dalle colline emiliane. Il Castello di Spezzano sorge sulla collina di Fiorano Modenese, dove i seminari e i concerti della settimana appena trascorsa, hanno segnato l’inizio di un grande festival dedicato alla musica: il M.A.F., Musica A Fiorano. Il tema della settimana, e dunque anche del sabato da noi trascorso al castello, era la chitarra, in tutte le sue forme e in tutta la sua arte. Tecniche di esecuzione, presentate da grandi chitarristi in una sequela di seminari che hanno riempito la giornata, dalle 11 alle 18, effetti, generi musicali diversi, diversi modi di suonare lo strumento. Ma anche l’arte nella creazione di una chitarra, l’arte di decorarla, le chitarre che hanno fatto la storia, le più celebri e le più ricercate, particolari pedali, tracolle e amplificatori decorati ad arte. In questo luogo antico che ha portato in grembo un’arte così nuova, abbiamo incontrato Kiko Loureiro, il vero protagonista del M.A.F. in quel Sabato 8 settembre. Alle ore 15, l’incontro con i fans all’agriturismo Prà Rosso, sulla collina opposta al castello di spezzano. La gioia di Kiko nel rivederci e la nostra gioia nel rivedere lui, più in forma e palestrato che mai XD, è stata indescrivibile! I fans entusiasti hanno dato il via ad una serie infinita di foto con il chitarrista degli Angra. E poi gli autografi sui booklet, sulle tessere raffiguranti Kiko, su giacche, borse e quant’altro. E i video, tra gli “Italia Uno!” e i sorrisi di Kiko con in mano una bottiglia di un vino che porta il suo nome, abbiamo dato il via a una giornata che già si presagiva fantastica di per sé. Verso le 17 ci spostiamo al Castello, dove a distanza di un ora si sarebbe svolto l’ultimo seminario della giornata: quello di Kiko. Il clinic ha inizio alle 18, e sul palco ci si trova di fronte un Kiko Loureiro deciso ma anche un po’ deluso: purtroppo non è stato possibile effettuare un sound-check e il lettore di dvd che ospitava il “No Gravity Playback” su cui Kiko avrebbe eseguito le sue canzoni non sembrava voler funzionare a dovere. Ma tra un pasticcio e l’altro il nostro chitarrista se l’è cavata egregiamente. IL CLINIC, ore 18.00 Si parte un po’ in ritardo, e purtroppo senza un traduttore che avrebbe potuto mediare tra l’inglese (o il portoghese) del chitarrista e l’italiano della folla. Ma poco male! Si è svolta in questo modo anche una mini lezione d’italiano per Kiko! Un po’ di erroracci si fanno sentire sull’esecuzione della prima canzone, Escaping, dovuti probabilmente alla mancanza di “riscaldamento” delle dita da parte di Kiko e al suono della chitarra male equalizzato. Ma si prosegue sempre meglio, con le dita che si “sciolgono” e i tecnici che aggiustano e migliorano la qualità del suono. Kiko si rivolge al pubblico con la solita gentilezza e il suo modo di fare “terra terra”, perfettamente a suo agio. E’ il momento delle domande. La prima e più semplice gli giunge dalla sinistra del palco, dove un ragazzo chiede che tipo di set ed effetti stava usando in quel momento. “Dunque, sto usando una chitarra ESP…” guarda il pubblico e, non senza un certo orgoglio, aggiunge “modello Kiko Loureiro”. Il pubblico ride divertito e Kiko prosegue: “Corde D’Addario, Amplificatore Brunetti da 100 watt, testa e cassa”. Poi passa a mostrare al pubblico i pedali. “Ho un wawa… tutto.. distrutto!”. Risate generali! “Come effetto ho impostato solo un po’ di delay”. Fa sentire al pubblico il delay eseguendo una nota secca sulle corde della chitarra. E poi aggiunge “Solo in momento di paura io aggiunge overdrive…”. Il pubblico ride e applaude. La domanda successiva è: “da quanto tempo suoni?” “Ho cominciato a 11 anni… ora ne ho 35… quindi 24!”. Bene! Possiamo dire che la matematica la conosce! “Con la chitarra elettrica ho cominciato a 14 anni. All’inizio suonavo la chitarra acustica… (mentre parla esegue la prima canzone che ha imparato). In brasile tutti cominciano suonando chitarra acustica nylon…”. Terminando la canzone che stava suonando, ne avvia un'altra in stile bossanova. La domanda seguente, chiedeva a Kiko se conoscesse l’opera di un chitarrista e compositore brasiliano (di cui purtroppo ahimè non ricordo il nome…) “Si… si si la conosco… ma… non suono…” e in tono sommesso aggiunge: “scusa…”. Il pubblico ride e applaude all’umiltà di Kiko! “troppo difficile per me! Conosco anche un altro autore brasiliano, Garoto. E’ dello stesso periodo, anni Trenta e Quaranta. E’ un po’ difficile suonarlo su chitarra elettrica… ma fa così”. Suona un brano molto difficile, acustico, scorrevole e piacevole, dal sapore classico della tradizione brasiliana. Finita l’esecuzione dell’opera di Garoto, e ricevuto un caloroso applauso dal pubblico, ecco un'altra domanda giungere dall’alto della palizzata del castello: “Qual è il chitarrista rock che ti ha ispirato di più?” Kiko ci pensa su per qualche secondo, poi risponde sicuro: “Van Halen!” “E qual è la canzone rock che avresti voluto scrivere tu? La risposta è immediata e sicura: “Eruption… bellissima Eruption!”. Ne esegue un piccolo pezzo davanti a un pubblico estasiato. Ed ecco una domanda riguardante la tecnica di esecuzione, stessa domanda che rivolsero a Kiko al clinic di Calappio di Settala (MI) il 15 marzo di quest’anno: “come mai usi poco lo sweep picking?” “Preferisco la pennata alternata, semplicemente…” sorride e inizia a spiegare agli spettatori come eseguire bene la pennata alternata. Mentre parla suona delle quartine muovendo la mano sinistra lungo i tasti e il manico della sua ESP, variando l’esercizio volta per volta. “prima si fa lento, seguendo tasti vicini, una corda di seguito all’altra, finchè si riesce a premere bene e sentire il suono nitido… poi si può accelerare. Poi si può iniziare a provare saltando una corda. Si può anche aggiungere uno studio della dinamica…” aggiunge Kiko senza smettere un secondo di suonare e alternando un suono forte a un piano e pianissimo. “Mantenendo la stessa velocità si può passare a una scala pentatonica, o a un arpeggio. Bisogna riuscire ad essere padroni della chitarra e ad avere libertà di movimento sul manico.” … continua ancora a suonare, senza aver mai smesso dall’inizio della risposta. Quindi aggiunge, sorridendo: “Allena anche la resistenza eh!” “Ecco… si puo fare lo stesso con lo sweep picking”. Ripete gli esercizi visti finora cambiando il tipo di pennata. E conclude aggiungendo: “ma è importante soprattutto la musica, non solo la tecnica con cui la si esegue”. Dopo un applauso ecco un'altra domanda: “in studio con gli Angra, nel comporre le canzoni, solitamente improvvisi o scrivi?” “Improvviso” risponde sicuro il chitarrista. “se c’è una melodia di base da seguire e se voglio adattarmi a qualcosa di particolare, allora scrivo, ma solitamente improvviso, soprattutto per i soli”. La domanda successiva, è risultata anche la più “divertente”! “Nell’eseguire un solo difficile, ragioni più sulle singole note che fai o sugli intervalli?” Kiko osserva perplesso lo spettatore che ha appena parlato e dice: “…troppo difficile domanda! Non ho capito, scusa!”. Lo spettatore allora ripete la domanda in un portoghese che aveva qualcosa d’italiano. Kiko ascolta attentamente incuriosito. Poi risponde “mi piace tuo portoghese!! Molto particolare, si.. dunque… non ho capito ancora!”. La risata del pubblico deve aver superato i rumori delle auto da corsa del circuito di Fiorano! Per la terza volta l’uomo ripete la domanda parlando molto lentamente in italiano. Finalmente Kiko afferra ciò che lo spettatore vuole chiedergli e risponde con un'altra domanda: “Quando parli tu pensi alla grammatica? La grammatica la sai, ma parli liberamente. Così è anche quando suoni. Sai le tecniche, sai le scale e gli intervalli, e suoni come ti viene”. “Di solito quante prove fai al giorno?” Kiko risponde ridendo: “Oggi no! … no no scherzo scherzo. Di solito da piccolo studiavo anche 5 o 6 ore al giorno. Adesso anche, molto, per tenermi in allenamento. 3 o 4 ore”. “E hai fatto altri lavori oltre alla musica?” “No no… solo musica. Sono entrato giovane negli Angra, la mia vita è la musica. Ho anche studiato biologia, ma… no… troppo piccolo :D !” Ora è Kiko a rivolgersi al pubblico, chiedendo se ci fosse una canzone che volevamo sentire. Dalle prime file arriva una richiesta, accolta da tutti: Tapping into my dark tranquility! Non appena finisce l’esecuzione di questo bellissimo brano di No Gravity, parte a suonare un pezzo molto simile, di tradizione brasiliana. Si rivolge ancora al pubblico proponendone una lui: “Dilemma?”. Il pubblico all’unisono da una risposta affermativa ed entusiasta! Una conclusione stupenda! Kiko prende in mano il telecomando del lettore dvd che ospitava il suo “No Gravity Playback”… che però non sembrava voler funzionare a dovere! “Tutto bene, tutto bene… ESP… Brunetti… ma questo no!!”. Dopo aver fatto divertire il pubblico ancora una volta con la sua simpatia, Kiko preferisce prima addolcire un po’ tutti con una canzone più “soft”, In a Gentle Way, per poi partire in quarta con le pazze note in SLIDE dell’energica Dilemma!! Ed ecco concludersi così il clinic. Kiko saluta, scende dal palco e si concede ancora ai fans per foto e autografi, prima di avviarsi al sound-check del concerto che si sarebbe tenuto la sera. Io e i miei “compagni d’avventura” ne approfittiamo per andare a mangiare un boccone allo stand organizzato dal V.I.M., Volontari In Movimento. A questo stand venivano preparati due dei prodotti tipici modenesi, le tigelle e lo gnocco fritto, con la vendita dei quali l’intero ricavato era destinato ai fondi per la costruzione di un depuratore d’acqua in Kenya. Oltre a mangiare delle vere delizie tra una chiacchierata e l’altra, abbiamo quindi fatto anche del bene. Scende la sera, si avvicinano le 21, e finalmente è ora di sedersi davanti al palco allestito sullo spiazzo principale all’interno del Castello di Spezzano. Prima di dare il via alle esibizioni previste per la serata, vengono trasmesse delle parti della Turandot, interpretata dal defunto maestro Luciano Pavarotti. Un tributo alla sua scomparsa accolto con un lungo applauso e una standing ovation da parte del pubblico. Ciao Big Luciano. Si arriva così al cuore della giornata. Dapprima si esibisce un eccellente blues band, i Twin Dragons: un basso-voce, due chitarre e una batteria che allietano il pubblico per circa un oretta. Ed ecco finalmente giungere sul palco il nostro Kiko! La sua performance sarà sostenuta da Sergio Pescara alla batteria e da Gianni Cicogna al basso. Si comincia con Pau de Arara, una canzone dell’album No Gravity che inizia a riscaldare il pubblico in una serata che si stava rivelando piuttosto fresca e umida. Kiko stesso sul palco, evidentemente abituato ai climi caldi della sua terra, indossava una giacca a vento! Si entra nel vivo del concerto con Escaping e a seguire la title track, No Gravity. “Grazie mille grazie mille” sono le parole che Kiko pronuncia alla fine dell’esecuzione di ogni brano. Si ride e si scherza insieme a lui. Più volte presenta i due musicisti che lo stanno accompagnando come “due grandi musicisti italiani!”, senza però riuscire mai a pronunciare il nome del bassista. Con il cognome se la cavava, ma chissà perché il nome Gianni non gli usciva proprio! Si prosegue con due di canzoni tratte da Universo Inverso, l’ultima fatica del nostro Kiko. Camino a Casa, con un ritmo molto particolare, e Anastàcia. Quest’ultima è stata presentata da Kiko in questo modo: “no è canzone per mi molie, o per mi fidanzata o mi ragazza… no. E’ per mio cane!”. E così abbiamo ascoltato questa dolcissima canzone jazz pensando a una cagnolina scodinzolante! E in effetti, a saperlo, fa pensare proprio a quello. La grinta di una canzone come Moments of Truth (No Gravity) riporta energia alla serata, per poi tornare ai momenti jazz di Universo Inverso con Samba da Elisa e Feijao de Corda. La serata sta per giungere al termine, e come poter concludere al meglio se non con tutta l’energia e la velocità di Enfermo?? Una bella botta di vita che ha lasciato in tutti gli spettatori tanta vivacità! Prima di andarsene, la gente è riuscita ancora ad ottenere foto insieme al chitarrista, Pescara e Cicogna, e naturalmente ancora autografi, su ogni cosa. Perfino sulla pelle, sul collo di una ragazza. Anche la nostra serata giungeva al termine. Dopo qualche chiacchiera con Kiko e un suo sentito abbraccio a ognuno di noi, abbiamo preso le nostre strade. Grazie a tutti coloro che erano presenti, grazie agli organizzatori di questo splendido festival, grazie a Victoria Strommer e al suo appoggio, e soprattutto GRAZIE KIKO. Grazie di cuore. Speriamo di riaverti al più presto ancora qui in Italia, magari con la formazione degli Angra al completo! :D Laura "lLalla" Fedele - 12/09/2007 .:Torna alla sezione MEDIA:. |